Una silvia vale un’altra…

Sul caso Silvia Romano

Bisognerebbe fare attenzione alla comunicazione, alle notizie “sfuggite” sullo stato psicofisico della ragazza, ad altri particolari utilizzati da una parte politica e dall’altra allo stesso tempo e per fini opposti, entrambi potenzialmente possono metter in pericolo nuovamente, in Patria, l’incolumità psicofisica della ragazza, attualmente ormai già vittima sacrificale degli odiatori generici sui social.

Parliamo spesso di hater sul web, deprecandoli, in particolare degli odiatori contro le donne, tutte , le esponenti politiche di ogni parte, le vittime di violenza familiare, di stupro, le violate sessualmente nei reveng porn, ed invece in un caso del genere, dove una giovane ragazza è stata rapita, sequestrata per diciotto mesi, passata come un oggetto da un gruppo ad un altro di uomini, probabilmente sottoposta ad abusi oltre a quello terribile principale della privazione della libertà, viene esposta come un oggetto un altra volta anche nel suo intimo sui media, sul web, sui social.

Ed ecco che la voglia di scoop, la politica tutta, chi da una parte chi dall’altra, butta in pasto Silvia alla gogna mediatica, alla gogna incontrollata ed incontrollabile nel web, creando una vittimizzazione secondaria terribile, di una ragazza con sguardo spalancato e sorriso constante.

Si possono fare osservazioni generali sulla gestione di prigionieri internazionali in generale, osservazioni di politica internazionale, lecite, ma non si può permettere di dare il fianco agli odiatori generici che offendono violentemente se lei sorride, se ha un abito piuttosto che un altro, se afferma adesso di essersi convertita…

e anche se si fosse convertita? cosa cambia riguardo una vita di una giovane che torna viva, viva fuori.

I casi cambiano, i bersagli sono diversi, le vittime più disparate ma gli odiatori sono gli stessi, generici per i quali “una silvia vale un altra”.

Punto