In scienza e coscienza? Professionisti contro il COVID-19 tra martirio ed eroismo.

Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’epidemia da COronaVIrus Disease-2019 (COVID-19) e l’11 marzo ha dichiarato lo stato di pandemia.Questa che è stata definita una “guerra”, ed i medici e gli altri operatori sanitari sono stati da subito i principali guerrieri. I medici di famiglia sono i primi ad aver pagato il più amaro prezzo, avendo dovuto combattere inizialmente, inconsapevoli, una guerra non ancora dichiarata. Ripercorrendo alcune tappe normative che hanno caratterizzato questa emergenza sanitaria epidemica fin dall’esordio, ci si rende conto che qualcosa nell’ingranaggio sembra non avere funzionato…”

“…L’augurio della scrivente è che i colleghi deceduti non facciano “rumore”, un rumore doloroso e sconfortante, che quando finisce è seguito da un agghiacciante silenzio. Mi auguro piuttosto che, attraverso di noi, colleghi ancora in servizio, possano parlare, e possano gridare qualcosa di chiaro e forte, affinché questo triste e difficile periodo faccia riportare il dialogo sul piano di scienza e coscienza anziché su quello politico, cancellando l’aura di eroismo o di martirio di cui siamo stati dipinti; triste captatio benevolentiae di una burocrazia da svecchiare, di incongruenze o mancanze organizzative e di ignoranza.” G. Bellini

in Il libro Guerriero